Costeggiante Piazza Cina, sulla collina del Torrino c’è la chiesa di Santa Maria Mater Ecclesiae, costruita tra il 1986 e il 1988.
Di questa è caratteristico il “muro” sopra il tetto, come un grosso costone, che presenta fori a forma di cerchio, tanti cerchi allineati in più file orizzontali. Dal di fuori della recinzione si vede questo elemento lunghissimo, che comprende e sovrasta, da un lato, tutti gli uffici e i locali della parrocchia, non solo la chiesa. Ne consegue che quest’ultima è strutturalmente inglobata nella parrocchia, nel senso che la sua concezione è compresa nella concezione di questa.
Una croce con quattro bracci spicca a un angolo della proprietà della parrocchia, dove più strade passano e si sporge al quartiere.
Il muro di cerchi che prende tutta la larghezza del complesso, si può identificare come presentazione della chiesa, è una esternazione fisica del luogo di cui è parte. È come una insegna, alto più del tetto fa capire che lì c’è un posto, un luogo collettivo. I tanti cerchi sono la caratterizzazione di questa insegna, dichiarano la importanza del posto annunciato, che si presenta tra i vari palazzi abitativi di tutta una zona. Il muro coi fori dice della presenza fisica della chiesa, e della parrocchia, e la esprime come massimamente importante, per la vita collettiva, per i giovani. È come fosse il richiamo di una grande discoteca, un punto di raduno per gli abitanti della zona, il più importante, il fondamentale, tra i luoghi di raduno.
Al di sotto del muro coi fori circolari ci sono due file di finestrelle quadrate, apparenti come di uffici di un grande palazzo centrale. Il significato di tale espressione è che in questa parrocchia, in questa chiesa, si decide e tratta come negli uffici fervidamente lavorativi di palazzi importanti, ci si occupa di diverse situazioni, affari del circondario e della città, di cui questa chiesa si propone come palazzo importante del secolo.
Riguardo i molti cerchi in file orizzontali, possono essere ricondotti a tante attività e occupazioni, tanti argomenti di cui si occupa la comunità cui la chiesa fa riferimento, con e in essa. Questa chiesa è il punto ufficiale di preoccupazione di molteplicità di affari socio-religiosi. Sicuramente religiosi, poiché i cerchi sono la caratterizzazione ufficiale di tutta la parrocchia, luogo sacro cattolico.
A puntualizzare questo c’è il crocifisso imperioso, metallico, con quattro bracci. Quattro bracci esprimono la occupazione nell’attività sociale ed ecclesiastica, nonché una pluridimensionalità dell’architettura, del luogo con la “insegna” per i membri del quartiere.
L’entrata è angolare e da essa si può vedere la disposizione a curva dei banchi. Pitture e mosaici al lato opposto, il sinistro, all’angolo destro e dietro l’altare. Il pavimento è in porfido, i banchi sono fissi e disposti come una curva che, anche se non simmetrica, fa pensare proprio a una sala assembleare, un posto dove ci si riunisce per discorrere collettivamente e prendere decisioni. A rafforzare questa idea il fatto che le sedute sono fisse, come gli scranni di un parlamento, di luogo adibito ufficialmente a riunioni.
Il porfido del pavimento dei sedili è lo stesso usato per gli esterni di quartieri ricchi, a indicare che il posto è prezioso e collettivo e finalizzato alle persone che convivono nello stesso quartiere. L’aula però non è un semicerchio, come un vero parlamento o luogo simile, ma è “ristretta” dai muri perimetrali, in un quadrato, con la curva non centrale. La forma intesa dalla curva è praticamente compressa dalle linee rette della concezione perimetrale, come qualcosa che viene chiuso in un palazzo. Emerge la concezione che ci vede all’interno di un palazzo, di un costruito urbano, entro cui il dialogo e le decisioni vanno ponderate.
I dipinti dietro l’altare e in alto sulla parete sinistra sono in uno stile lavorato direttamente sull’intonaco del muro, a rappresentare un’arte urbana e ricavata dall’urbe, per l’urbe. Complessivamente, lo spirito collettivo della chiesa è delimitato dal trovarsi in una concezione abitativa, stretto tra muri retti e perpendicolari. Questi dipinti ben potrebbero essere graffiti, della grande città, in cui e di cui avviene lo svolgimento dell’esistenza.
L’altare attira l’attenzione per un fatto geometrico, posizionale, oltre ai tanti punti che richiamano l’occhio. Nella città la vita quindi è complessa e sfaccettata ma la voce di Dio c’è sempre, e tra gli uomini acquisisce credito. Il tabernacolo ha una nicchia angolare, con mosaico, a voler distinguersi dagli uomini verso cui però è disposto, a partecipare alla visione d’insieme.
I vetri posteriori consentono la visione del dentro anche dall’esterno, a voler dire che l’attività della parrocchia è pubblica, trasparente e pubblicamente conosciuta.
Si entra da un angolo che sottolinea la posizione individuale di cui si è portatori e rappresentanti, in un contesto collettivo e pubblico. Il soffitto è a quadrati di cemento, alcuni con faretti, che riprendono il concetto di una pluralità di occupazioni e aspetti, di cui la chiesa, e la società del Torrino, si occupano, e, con concentrazione e dedizione, che portano avanti.
Nel quartiere della zona Acilia denominato Villaggio San Francesco vi è la chiesa di San Francesco d’Assisi ad Acilia. Avvicinandosi ad essa, il suo profondo fianco dà l’idea di un passeggio stretto e lungo, un cammino, richiamando la fatica umana, espressa dal camminare a lungo a piedi. Guardando la facciata sembra che il corpo sia sollevato da un portico con due pilastri e tettoia zigzagata. Tale corpo elevato rappresenta il Dio possente, rappresentato con forma caratteristicamente moderna, massiccia, con al centro un “rosone” o finestrone verticale ottagonale. Non è sospeso ma è elevato, pesante su una struttura reggente, come la fede che costa nella vita di tutti i giorni, vero sforzo e sacrificio, fatica, sudore. Dio si poggia su noi con promessa di luce, in finestra lunga ottagonale perché suprema, divina, come tale inspiegabile all’uomo. La tettoia, in linea moderna, è la protezione che ci offre Dio dalla pioggia, quindi dalle intemperie e per darci accesso al tempio stesso. ...
Commenti
Posta un commento